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Il nuovo lusso tra membership e partecipazione sociale

15 novembre 2009

L’ascolto delle audience più agiate, in crescita sul web e sui social network, ci fornisce importanti segnali di come anche il mercato del lusso (dopo un deludente 2009) dovrebbe ridisegnare le proprie strategie di business, ponendo un nuovo “Luxury Lover” al centro del proprio modello di marketing e di comunicazione.

Ci colpisce soprattutto come la condivisione sociale in rete ridefinisce, anche tra gli utenti più elitari, il concetto di status e di esclusività e di come stia crescendo un nuovo equilibrio tra membership e partecipazione sociale. I consumatori abbienti si relazionano in gruppi o network caratterizzati dalla qualità e dalla competenza delle persone che ne fanno parte; in secondo luogo l’aggregazione di queste persone costituisce una fonte affidabile per le decisioni di acquisto, anche più delle private raccomandazioni di amici e famiglia (date un occhio ai dati del (Luxury Institute Wealth Survey).

Ci piace poi constatare come soprattutto le nuove generazioni siano naturalmente aperte a ricercare qualità, funzionalità e responsabilità anche in quei nuovi attori che si affacciano sul mercato; un nuovo vissuto del lusso che, non più esibizione di logo, è piuttosto lo storytelling di una personale associazione di più loghi. In altre parole, succede che già molti marchi del lusso sperimentano i social media (fanpage, microblogging, concorsi, offerte esclusive, newsletter), ma perlopiù con un attitudine ancora incentrata più sul prodotto che sul consumatore, che invece sta già elaborando nuove storie in piena autonomia (blog e social network) e senza alcun controllo dell’azienda…

Aprire una fanpage su face book, un account su twitter o invitare il blogger di grido alla propria sfilata non è esattamente quello che si chiama ingaggiare una conversazione sui social media. Con una audience agiata in crescita sul web, un programma di social marketing ben pianificato può instaurare una relazione che va oltre la mera vetrina. La questione sta nel sapersi connettere con i nuovi valori, priorità e desideri degli utenti più sofisticati e ripensare a una esperienza del consumatore rilevante e durevole, trovando quel giusto equilibrio tra la storia della marca, esclusività e apertura sociale.

8 commenti leave one →
  1. 15 novembre 2009 12:11

    Una recente ricerca dimostra che le clienti percepiscano i beni di lusso legati alla moda come troppo cari di un 30% a fronte di una mancanza di qualità del 20%. Dunque ecco cosa chiedono: maggiore qualità a minore prezzo. Qualità, non marchi….

  2. 15 novembre 2009 12:23

    Siamo d’accordo che le cose stan cambiando…

  3. Francesco Tedeschi permalink
    15 novembre 2009 12:32

    La rivoluzione riguarda tutti, prima o poi… come al solito, meglio cavalcare la tigre, che opporsi ad essa😉

  4. 15 novembre 2009 16:17

    ovviamente ho sempre sostenuto queste tue righe “Con una audience agiata in crescita sul web, un programma di social marketing ben pianificato può instaurare una relazione che va oltre la mera vetrina” dimmi tu cosa vedi ad oggi ancora tante vetrine vero?;)

  5. 15 novembre 2009 16:31

    eh si… un bel po’ di vetrine egoriferite; d’altra parte ci voleva una crisi per cominciare un cambiamento culturale dall’interno.

  6. 15 novembre 2009 16:59

    ..ma cè anche chi sta lavorando bene..vi segnalo un sito su tutti: è quello di Hermès http://www.hermes.com in cui -bisogna cercare un po’- una splendida Inès de La Fressange racconta in video “la sua Parigi”, portando l’utente nei negozi che lei frequenta, nei mercatini, nelle vie poco frequentate. Tutto il sito è una raccolta di esperienze e micro-siti..una figata da tempi non sospetti🙂

  7. alexgruppo permalink
    7 dicembre 2009 14:08

    Articolo interessante. I grandi marchi Italiani dovrebbero ‘svecchiarsi’ un po’ e cercare di affrontare un mercato decisamente piu’ globale, cosciente e critico.
    Da quello che vedo il mercato si sta’ muovendo in una direzione ‘essenziale’ dove la mobilita’ come stile di vita, ricopre un ruolo sempre piu’ importante.
    Un nome blasonato non basta piu’. I consumatori saranno sempre piu’ legati a quei marchi che sapranno capaci di offrire prodotti che possono contribuire a creare un stile di vita personalizzato e globalizzato allo stesso tempo. Le carte da giocare saranno quindi qualita’ reale, servizi personalizzati, prezzi ragionevoli e sopratuttutto molta attenzione alle innovazioni che stanno ridisegnando il nostro stile di vita quotidiano.

  8. 7 dicembre 2009 15:52

    blog interessante..complimenti

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