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  1. gigi riccetti permalink
    9 ottobre 2009 16:54

    anni fa un amico comune aveva l’astrusa abitudine di inviarmi delle cartoline, riciclandole , ossia utilizzando cartoline di altri già affrancate, su cui sovrapponeva la propria firma, i suoi saluti ed il mio indirizzo . Puntualmente arrivavano tassate! Lo stato e forse anch’io non avevamo ancora pensato a questa forma di arte impropria di cui poi l’amico ne è diventato un celebrato esponente.
    I miei auguri sono partiti grazie ad un piccolo reminder che da segretario virtuale ti ricorda chi dei tuo webamici è più vecchio, in un social di agende obsolete e di reunion di attempati pensatori è normale non ricordare le date. In questo piccolo macro mondo l’esempio della cartolina sta in una equazione bislacca quanto alle aziende al remind-birthday.
    let it snow.. let it snow.. let it snow..

  2. 9 ottobre 2009 17:06

    ciao vecchio amico, mi piace il tuo commento, mi è piaciuto il tuo video che ho prontamente fatto mio, andiamo a surfare la neve? e grazie al reminder di fb! e anche evviva le cartoline di cattelan.

  3. 12 ottobre 2009 13:33

    bravo. ci siamo capiti. ADV.

  4. 12 ottobre 2009 17:11

    Cosa hai capito dei social media? Io che mi innervosisco se nel mio spazio personale di FB mi mandano un comunicato stampa, che chi vuole a tutti i costi far passare un’azienda per un”amica” con cui dialogare si sta sbagliando di brutto, che per avere credibilità in rete bisogna prima averla fuori-o contemporaneamente- che ogni tanto bisogna chiudere il mac (o il pc) e uscire fuori a sporcarsi di vita vera…..

  5. 12 ottobre 2009 18:43

    … a me fa piacere quando vedo le tue videointerviste, che in fondo parlano della nostra economia…😉 … credo anche che la credibilità si costruisca assieme alle persone e i sn sono con le persone, nel bene e nel male…

  6. 12 ottobre 2009 20:37

    mi stavo ponendo la domanda su quale potrà essere il modo giusto e magari anche utile per un’azienda di dialogare con i suoi utenti e ho reso plurali delle mie sensazioni epidermiche…🙂

  7. 12 ottobre 2009 21:38

    Il problema non credo sia la fastidiosità dei messaggi che le “aziende” emettono usando anche i social network.
    Il problema è che le aziende, nei due ultimi secoli di “rivoluzione industriale” non sono state capaci di diventare amichevoli e sono piuttosto rimaste (ben che vada) luoghi di fastidioso lavoro, da cui scappare al termine dell’orario… nella loro dimensione sociale, poi, sono vittime di ideologie, pregiudizi e giudizi che esse stesse hanno creato…
    La speranza è che la forma di socialità che i social network stanno determinando aiuti le imprese ad emendarsi.

  8. 12 ottobre 2009 23:02

    Antonio… credo che con grande lucidità hai fatto il punto; e ancora la maggior parte di esse si comporta senza un’etica, con o senza social media.

  9. 13 ottobre 2009 15:51

    assolutamente vero, blogging terapeutico. credevo di avere un rapporto isterico con la scrittura, e ora è diventato il mio lavoro

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