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Cosa chiedono le PMI al Social Media Marketing?

20 luglio 2009

Le 18 domande che troverete qui sotto sono alcune delle domande che i nostri client e i nostri prospect ci hanno posto e che ci hanno tenute impegnati negli ultimi mesi di lavoro; questioni più o meno complesse sul marketing nell’era del consumatore, questioni mai banali, che rivelano come i manager delle nostre aziende vivono il social media marketing: a volte l’entusiasmo si mescola alla diffidenza, l’ego si deve confrontare con la condivisione, i risultati misurabili con nuove capacità interpretative…

1 – Abbiamo già pianificato una consistente campagna banner per cambiare la percezione del nostro servizio; perché non ha funzionato?

2 – Twitter va bene per veicolare sconti e promozioni?

3 – Perché su Facebook ci sono aziende con un profilo personale piuttosto che con una pagina aziendale?

4 – Mi sembra che l’unica soluzione efficace per comparire nei motori di ricerca sia pagare Google e che le keywords servano a poco. Allora mi spiegate perché diavolo vi pago la consulenza SEO?

5 – Quanto costa lo sviluppo di una application su Facebook?

6 – Perché mai dovremmo usare Linkedin nella campagna social media?

7 – Come possiamo integrare tecnicamente e strategicamente social network e CRM in ottica 2.0?

8 – Non abbiamo le competenze interne per seguire un blog; e se poi ci fanno domande specifiche? E se poi falliamo negli obiettivi?

9 – Possiamo automatizzare i nostri interventi sul blog aziendale e i vari micro-blog che utilizziamo?

10 – Come affrontiamo la possibile dispersione dell’identità di marca nel mare dei social media?

11 – Non ci interessa vendere più prodotto; come possiamo sfruttare i social network per veicolare il patrimonio storico della marca?

12 – Che differenza può portare alla mia azienda il social networking? Quali sono i risultati che ci possiamo attendere, quali sono i costi…

13 – Chi è il mio vicino? Lo posso identificare con Google Maps?

14 – Mettiamoci uno stagista, un appassionato smanettone… che ci vorrà mai a gestire un blog e un paio di social network?

15 – Oltre agli argomenti strettamente legati al nostro business, come possiamo integrare nel blog aziendale contenuti su quello che ci è più affine?

16 – Pubblicare il nostro studio di settore su Slideshare? Ma così non ci esponiamo troppo?

17 – Ho visto che un’azienda concorrente è su Twitter, la seguiamo con un account anonimo o con quello dell’azienda?

18 – Come può la mia forza vendita usufruire dei canali di contatto messi a disposizione dai social network?

20 commenti leave one →
  1. 21 luglio 2009 12:14

    In un’ottica di condivisione 2.0 a me piacerebbe vedere anche qualche risposta da parte vostra alle suddette domande…?

  2. Guido permalink
    21 luglio 2009 13:10

    Sarebbe bello conoscere le vostre risposte!!!

  3. 22 luglio 2009 10:52

    … difficile rispondere sinteticamente, se non altro perchè ogni domanda è relativa a delle problematiche aziendali specifiche; ma cercheremo di evidenziare alcuni di questi temi nei prossimi post! C’è qualcosa che vi interessa in modo particolare?

  4. 22 luglio 2009 14:11

    A me interesserebbe conoscere la risposta alla 7 e alla 15…e per curiosità, anche la 16!

    Chiedo troppo!?!?🙂

  5. micaela permalink
    22 luglio 2009 16:56

    in relazione alla 15… ma se postiamo roba che nn c’entra nulla con il nostro core business, facciamo cosa intelligente ed efficace o facciamo cosa idiota e controproducente?🙂

  6. 22 luglio 2009 18:17

    Secondo me è cosa intelligente…anche perché si rischierebbe di cadere nella monotonia e scocciare chi ci segue.

    Ovviamente con contenuti affini. Se io ad esempio commercializzo porte e finestre ovvio che nel mio blog parlerò, per forza di cose anche di edilizia, di architettura d’interni e quant’altro. Ritengo che sia sempre la qualità a farla da padrone e non la centralità del tema.

    Questa è la mia visione…giusta o sbagliata che sia ed è proprio per questo che ho chiesto la risposta degli Esperti.

  7. micaela permalink
    22 luglio 2009 18:50

    ti cito perchè hai centrato il nocciolo della questione: “Ritengo che sia sempre la qualità a farla da padrone e non la centralità del tema.”

    Qualità è la parola d’ordine in questo caos di informazioni e offerte nel quale viviamo.

    Un sorriso,
    m.

  8. 22 luglio 2009 22:28

    Ciao Guido… se l’obiettivo principale del CRM è sviluppare una stretta relazione con i clienti (per conoscerli, soddisfarli e fidelizzarli verso l’azienda e i suoi prodotti), con il CRM 2.0 la relazione diventa collaborazione con i clienti che sono chiamati a condividere la loro esperienza di marca fino a creare contenuti di marca. La piattaforma tecnologica dovrebbe essere disegnata per facilitare questa collaborazione… sarò banale ma la campagna di Obama mi sembra il miglior esempio di come il CRM si integra ai Social Media (trovi delle belle presentazioni su slideshare).

    • 22 luglio 2009 22:53

      Ti ringrazio, avevo intuito che fosse quello l’obiettivo leggendo qualcosina on-line oggi pomeriggio. Ora però provo a rendere più difficile la domanda…e se i propri clienti vedono con con superficialità e quasi deridono un’azienda che comunica anche mediante social network?!

      E se in molti cosa solo una piccola percentuale dei clienti (potenziali) è presente sui social network!?
      Stimolo in più per espandersi e arrivare laddove prima non c’erano mezzi e possibilità per farlo?!?

      Spero di non essere andato OT.

  9. 23 luglio 2009 08:13

    Sarebbe molto interessante sviluppare le risposte alle domande pubblicate. comunque noto che c’è una certa similitudine nelle domande die clienti anche quando offri servizi seo o realizzazione di un sito. il primo problema da risolvere con un cliente e fagli capire che i servizi che gli si offre non un inutile spesa, ma un vantaggio per loro.

  10. patrizia permalink
    23 luglio 2009 10:10

    Le domande sono abbastanza ovvie, io mi domanderei altro, chi e dove devo rivolgersi le aziende? Poi la scelta della strategia giusta si fa a tavolo;)

    • 24 luglio 2009 23:30

      Sicuramente non chiediamo la strategia, ma quanto meno il modo o le condizioni giuste per procedere!!!

  11. 23 luglio 2009 12:21

    peccato davvero che non ci sia neanche un abbozzo di risposta…cmq, direi che tutte le domande ruotano intorno ad un errore di fondo e cioè il voler guadagnare subito promuovendosi usufruendo delle potenzialità del web 2.0. Quello che in realtà si deve cercare di fare è farsi conoscere, mostrandosi al pari dei propri potenziali clienti. Non esiste una strategia standard nè che non sia versabile e adattiva all’ambiente in cui si intende propagarsi. E soprattutto non bisogna dimenticare che il processo di semina è a lungo termine.

    • 24 luglio 2009 11:17

      ciao cibbuzz, ciao cristina… sono domande vere, mi sembrava interessante condividerle. non credo siano domande volte a una strategia retributiva nell’immediato: parlano di contenuti, di integrazione, di modalità.. domande lecite per chi deve spendere denaro e vuole sapere come si deve fare e cosa avrà di ritorno…

  12. 23 luglio 2009 13:49

    Molte volte ci troviamo anche a noi ad “educare” il potenziale cliente che non realizza ancora come può raggiungere i suoi obiettivi; dati e case studies nella fase di analisi strategica aiutano molto una proposta creativa.
    Ci piace anche progettare le campagne relazionali in un ottica che integri i social media con altri mezzi più tradizionali, con il territorio, magari proprio con i punti vendita; il consumatore è libero di interagire come meglio crede e con i canali che gli sono più affini.

  13. 24 luglio 2009 11:23

    beh, non volevo insinuare che fossero domande fittizie o retoriche…assolutamente! mi sarebbe piaciuto infatti che pubblicaste qlche risposta, anche se penso che sia cmq importante il fatto che le abbiate pubblicate perchè possono dare addito ad uno scambio comunicativo interessante.

  14. Delano Amadio permalink
    1 agosto 2009 22:23

    Il tema è di grande interesse, e lo conferma il fatto che qualcuno comincia a parlare di ‘beyond Web 2.0’. Qualche contributo può venire dalla newsletter della McKinsey (parte del materiale è free, parte a pagamento, vedete voi …). E uscito da poco l’articolo “Six ways to make Web 2.0 work” che non è di certo la bibbia ma può aiutare, partendo da 18 domande, a formulare 6 (ma vanno bene anche 3) proposte.

  15. 24 agosto 2009 17:14

    Un bel post, ricco di spunti e in grado di confermare che le faq di settore valgono davvero per tutti e sono sempre le stesse. Vero, l’imprenditore medio italiano ha un approccio al web superficiale, distratto e molto approssimativo, non ci investe tempo e vorrebbe cavarsela con qualche euro buttato lì alla rinfusa, sperando che altri facciano il “lavoro sporco” per lui.
    Le risposte? Dai, io provo con la “8 – Non abbiamo le competenze interne per seguire un blog…”. Come potete essere sul mercato e non saper scrivere un post o rispondere a domande sulle materie di cui trattate? Si può non essere molto bravi a scrivere, ma se non si è preparati nel proprio settore, non riuscire a tenere un blog è davvero l’ultimo dei problemi!

  16. 24 agosto 2009 22:09

    bello il tuo post, ci sono tante cose carine e tante realtà su cui occorre riflettere: il cliente lo dobbiamo fare crescere noi, altrimenti lui si perde … questo blog ha sicuramente dato il suo contributo…

  17. Jessica Battistini permalink
    30 agosto 2012 13:35

    Mi interesserebe molto avere risposte sulle domande dalla 10 alla 16 .

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