TheGoodOnes – il blog

Prestiamoci le idee: una video inchiesta al femminile.

24 Novembre 2009 · Lascia un Commento

Dopo pagine di contenuti sul sito e di post sul blog per raccontare questo innovativo modo di fare investimenti e ottenere prestiti per realizzare passioni e progetti, la decisione di girare un video dedicato alle piccole imprese al femminile. 

E ora che si fa?  

 Si chiama Arianna Chieli (giornalista, mamma, donna che lavora e autrice di l’apprendista) e le si affida il servizio assieme ad Alessandro Di Lecce (riprese e montaggio).  Poi si va alla ricerca di 5 amiche (fortuna che conosco donne in gamba) e si chiede loro di raccontare cosa farebbero se avessero a disposizione del denaro da investire su loro stesse. Lidia, Semira, Francesca, Elvira e Chiara ci suggeriscono 5 belle idee, 5 idee che speriamo possano essere uno spunto per altre donne (ma sì, anche per gli uomini) che cercano la giusta occasione per costruirsi un lavoro su misura, un lavoro che permetta loro di conciliare il mondo professionale con le proprie ambizioni private.

→ Lascia un CommentoCategorie: social media marketing
Messo il tag: , , , , , , , ,

Il nuovo lusso tra membership e partecipazione sociale

15 Novembre 2009 · 6 Commenti

la nuova palazzina grassi

L’ascolto delle audience più agiate, in crescita sul web e sui social network, ci fornisce importanti segnali di come anche il mercato del lusso (dopo un deludente 2009) dovrebbe ridisegnare le proprie strategie di business, ponendo un nuovo “Luxury Lover” al centro del proprio modello di marketing e di comunicazione.

Ci colpisce soprattutto come la condivisione sociale in rete ridefinisce, anche tra gli utenti più elitari, il concetto di status e di esclusività e di come stia crescendo un nuovo equilibrio tra membership e partecipazione sociale. I consumatori abbienti si relazionano in gruppi o network caratterizzati dalla qualità e dalla competenza delle persone che ne fanno parte; in secondo luogo l’aggregazione di queste persone costituisce una fonte affidabile per le decisioni di acquisto, anche più delle private raccomandazioni di amici e famiglia (date un occhio ai dati del (Luxury Institute Wealth Survey).

Ci piace poi constatare come soprattutto le nuove generazioni siano naturalmente aperte a ricercare qualità, funzionalità e responsabilità anche in quei nuovi attori che si affacciano sul mercato; un nuovo vissuto del lusso che, non più esibizione di logo, è piuttosto lo storytelling di una personale associazione di più loghi. In altre parole, succede che già molti marchi del lusso sperimentano i social media (fanpage, microblogging, concorsi, offerte esclusive, newsletter), ma perlopiù con un attitudine ancora incentrata più sul prodotto che sul consumatore, che invece sta già elaborando nuove storie in piena autonomia (blog e social network) e senza alcun controllo dell’azienda…

Aprire una fanpage su face book, un account su twitter o invitare il blogger di grido alla propria sfilata non è esattamente quello che si chiama ingaggiare una conversazione sui social media. Con una audience agiata in crescita sul web, un programma di social marketing ben pianificato può instaurare una relazione che va oltre la mera vetrina. La questione sta nel sapersi connettere con i nuovi valori, priorità e desideri degli utenti più sofisticati e ripensare a una esperienza del consumatore rilevante e durevole, trovando quel giusto equilibrio tra la storia della marca, esclusività e apertura sociale.

→ 6 CommentiCategorie: social media marketing
Messo il tag: , , , , ,

Albero di Luce: la storia di un diverso modello di comunicazione sui social media

4 Novembre 2009 · 1 Commento

techne

 

 

 

 

 

 

 

Per TheGoodOnes l’Albero di Luce non è solo un’installazione di arte cinetica ma costituisce un progetto creativo e di comunicazione che si  svolge con la storia della sua realizzazione, raccontata attraverso i social media, e un evento, un’esperienza fisica, quando susciterà meraviglia e ammirazione nei Milanesi.

Un progetto di comunicazione dove prodotto e messaggio vivono in continuità, a tutti gli effetti. Il risultato concreto dell’applicazione della téchne; un modello di lavoro che non distingue tra arte, tecnica e scienze e  che si avvale del contributo di tutti coloro che sono coinvolti nella produzione. Ognuno con le proprie competenze per raggiungere un alto livello di espressione. Per noi di TheGoodOnes si tratta di adottare una comunicazione  fatta da gruppi di lavoro eterogenei, in un processo continuo tra strategia, creatività, aziende e consumatori, dove differenti voci intervengono nello sviluppo del messaggio, quello che ormai chiamiamo “voce sociale della marca”. Un processo ben diverso da quello tradizionale del marketing e della comunicazione che si accentra sulla “paternità creativa”.

Questo processo, che applichiamo in ogni programma di social marketing per ogni nostro partner, trova in Albero di luce la sua massima espressione in quanto la sua realizzazione e la sua comunicazione richiedono il confluire di numerose capacità: ideative, espressive, linguistiche, tecnologiche, illuminotecniche ed elettroniche, ingegneristiche, meccaniche, strategiche, comunicative e creative…

Andate sul blog o su facebook per conoscere la Factory (il gruppo di lavoro) e seguite giorno dopo giorno la storia delle persone che contribuiscono alla realizzazione dell’Albero di Luce. E anche voi sarete d’accordo con Antonio Barrese quando dichiara che “la qualità dell’arte corrisponde alla qualità del lavoro”.

→ 1 CommentoCategorie: social media marketing
Messo il tag: , , , , , , ,

Le idee delle persone sono i contenuti di comunicazione delle aziende. Anzi, i contenuti di relazione.

26 Ottobre 2009 · 1 Commento

 
Sfoglino a  Domicilio

 

 

 

 

 

 

Spesso gli operatori del mercato della comunicazione credono di trovare esclusivamente nelle “applicazioni di facebook” e nei “video di youtube” i mezzi per esprimere la Loro Creatività e i modi di fare comunicazione virale, spesso dimenticano che una buona “campagna di relazione” si fonda innanzitutto sull’osservazione delle dinamiche sociali e nel passaparola delle persone.  

Noi crediamo che Creatività sia comprendere e utilizzare gli insight degli influenzatori e i driver delle discussioni per poi dopo realizzare un video o un’applicazione o più semplicemente fare una buona domanda da veicolare in gruppi mirati su Facebook, Linkedin, Friendfeed e Twittter. 

Grazie ai feedback che abbiamo ottenuto in seguito al lancio di Prestiamoci nei social network, il sentimento che le donne rappresentassero un elemento fondamentale nello sviluppo di nuove forme imprenditoriali innovative e flessibili, ha trovato ampiamente conferma. Le donne conoscono bene il valore di una comunità – sia reale che virtuale – e hanno capito come sfruttare in modo sinergico la loro innata capacità di risolvere i problemi e le opportunità offerte dai network (date un’occhiata al precedente post sulle donne ipreditrici). 

È nato così il bisogno di costruire una conversazione in rete che ci permettesse di capire quali sono i progetti di imprenditoria femminile già esistenti e quali, invece, le idee – allo stato embrionale – che andrebbero sostenute.  

Abbiamo quindi posto la domanda: “Quali idee e progetti di donne e di piccole imprese al femminile vorreste contribuire a realizzare? Quali attività commerciali, professionali o artigianali meriterebbero di essere sostenute?”  

Ecco 5 buone idee: 

  • Maria Vittoria Giusti su Facebook ci fa notare la complessità dell’agenda di una mamma e suggerisce di trasformare il supporto che quotidianamente le mamme si forniscono a vicenda in un servizio: “Rete Mamme” è la sua idea a sostegno degli acquisti quotidiani, della cura per la casa, per portare i figli a fare sport, per recuperare babysitter affidabili.
  • Su LinkedIn Paola di Giacomo ci risponde così:” Esistono molti ambiti interessanti secondo me nel commercio equo e solidale ad es.: certificazione dei prodotti, scambi di vario tipo e creazione di punti vendita alternativi. (…) Inoltre, c’è molto da fare nell’ambito della comunicazione sociale e dell’integrazione sociale: perchè non creare centri per accogliere gli stranieri dove si impara loro la lingua, le regole del nostro paese etc.?
  • Un ulteriore spunto ce lo fornisce un uomo, Graziano Zanacchini che attraverso Facebook offre il servizio “Sfoglino a Domicilio“, una passione trasformata in un’ottima idea imprenditoriale. Graziano consegna a domicilio la sua pasta bolognese fatta a mano. Facebook è il suo spazio sociale dove, oltre a proporre il suo prodotto, riceve anche proposte di partnership per portare il servizio all’estero.
  • Un’imprenditrice francese ha fatto dei “servizi alla persona di qualità” il proprio core business e offre attraverso il suo neonato sito web  “Comme une evidence” servizi di babysittig professionale, ricevimento ospiti, pulizia della casa, gestione dell’abitazione in caso di assenze prolungate, trasloco, giardinaggio.
  • Clotilde è una ragazza laureata in psicologia che sta frequentando il corso di specializzazione in Terapia della Famiglia. Tra i suoi progetti c’è anche un ulteriore corso di formazione dai costi però, non indifferenti. Per mantenersi lavora in un call center e si è rivolta a Prestiamoci per poter sostenere i costi della sua formazione.

Le aziende non possono più prescindere da ciò che gli utenti pensano e dicono. È fondamentale ascoltare i bisogni del proprio target e personalizzare i propri servizi in base a feedback reali. E noi crediamo che “storytelling” significhi personificare i valori dell’azienda e, soprattutto, dare voce alle persone con cui vogliamo dialogare.

→ 1 CommentoCategorie: social media campaign
Messo il tag: , , , , , , , , , , , ,

“Social Art, la forma della ragione” un’esposizione permanente alla TheGoodOnes Gallery

18 Ottobre 2009 · Lascia un Commento

Il Manifesto del Laboratorio Creativo (IED Comunicazione) - Marco Marozzi, Francesco. Bordin, Nicolò Spezia - 2006

Il Manifesto del Laboratorio Creativo (IED Comunicazione) - Marco Marozzi, Francesco. Bordin, Nicolò Spezia - 2006

Strategie di sviluppo, mappe mentali, cornici concettuali, schemi, manifesti, codici, istruzioni all’uso … le razionali chart si mescolano all’arte grafica dei designer e degli artisti e, bene rappresentano come nei social media il processo strategico è continuo e indissolubile da quello creativo.

Mentre scandagliavo il mio hard disk ho ritrovato il “Il Manifesto del Laboratorio Creativo” con cui nel 2006, insieme ai giovani talenti di IED Comunicazione, abbiamo enunciato e rappresentato nei baffi del toy cat 6 principi guida per trovare nuovi linguaggi e sviluppare nuove creatività progettuali: 1. Guardati meglio attorno 2. Rispetta ogni individuo 3. Racconta delle storie 4. Diffondile esponenzialmente 5. Fai la differenza 6. Accresci l’esperienza comune.

In rete sono molti i professionisti e gli appassionati di social media che rappresentano visualmente le dinamiche sociali e i modelli partecipativi del web 2.0, cosi abbiamo cominciato a collezionare in questa “galleria”quei pezzi  che più ci hanno colpito, per forma e contenuto.

La collezione di Social Art continua sul facebook e glossom… sentitevi liberi di continuare ad ampliarla con i vostri pezzi o con quelli che volete segnalarci.

 

Social Art la forma della ragione

Social Art la forma della ragione

→ Lascia un CommentoCategorie: social media marketing
Messo il tag: , , , , , ,

L’identità sociale di un’azienda web 2.0

29 Settembre 2009 · 1 Commento

benvenuto-prestiamoci

 

 

 

 

 

 

Quando un’azienda si pone al centro degli spazi sociali deve saper presentarsi con una propria identità per essere riconoscibile, e deve sviluppare una voce per poter conversare con i propri clienti, consumatori e gli altri utenti della rete. Più che uno statico posizionamento di mercato, la “voce della marca” implica un coinvolgimento dinamico, una sua personificazione, che da una parte incarna ed esibisce i valori dell’azienda, dall’altra adatta i contenuti di conversazione a seconda del contesto sociale in cui interagisce.

Sviluppare l’identità aziendale in un programma di social marketing richiede metodologia, ricerca, strategia, autenticità. E creatività. Il nuovo logo di Prestiamoci è uno degli elementi dell’identità dell’azienda; la voce grafica del desiderio di contribuire alla crescita economica della propria community. Lo abbiamo disegnato pensando meno al mondo tecnologico e della finanza e più a quello delle persone a cui il nuovo modello economico si propone. Abbiamo adottato un trattamento il più possibile unico e riconoscibile, un font monocolore, un simbolo flessibile abbastanza per adattarsi a diversi contesti e una gamma cromatica coerente con le competenze finanziarie dei fondatori. La scelta finale tra numerose varianti è il risultato di un processo di scambi e di confronti tra noi, i soci, le loro famiglie, e i loro sostenitori.

Dal primo ottobre 2009 Prestiamoci è online con il nuovo logo e un nuovo sito, ma anche un blog, una pagina su facebook, linkedin, twitter e friendfeed, per poter condividere storie di progetti e di passioni con la gente; un concetto sottostante a contenuti ed esecuzioni diverse. Così alcune voci saranno più autorevoli e competenti, altre più famigliari ed amichevoli, altre ancora favoriranno la partecipazione degli utenti in uno scambio bidirezionale.

→ 1 CommentoCategorie: social media marketing
Messo il tag: , , , , , , , ,

Prestiamoci, a settembre anche il prestito tra persone parla italiano

18 Settembre 2009 · 7 Commenti

The Hub Milano

Prestiamoci ha ottenuto da Banca d’Italia l’autorizzazione a operare nel settore del prestito tra persone e farà il suo ingresso sul mercato alla fine di questo mese. Noi di TheGoodOnes siamo felici di affiancare il team di Prestiamoci nel ruolo di consulenti di comunicazione e social marketing poichè, oltre a fornire un servizio utile e innovativo, Prestiamoci è una realtà basata interamente sul p2p e condivide con il web 2.0 i valori di comunità, condivisione, sostegno reciproco, fiducia e trasparenza.

Prestiamoci è la prima comunità di prestiti tra persone nata in Italia per il mercato italiano e si rivolge alle famiglie e alle PMI, con un occhio di riguardo verso i giovani che vogliono mettersi in gioco e le donne, spesso mamme imprenditrici. Prestiamoci consente ai propri membri di fare investimenti e ottenere prestiti a un tasso vantaggioso per realizzare passioni e progetti in ambito sia professionale che privato. L’utilizzo della rete e il concetto di community si traducono dunque in due importanti valori aggiunti: da un lato questo sistema permette di risparmiare in maniera significativa sui costi di transazione legati ai sistemi tradizionali e, dall’altro, da vita a una comunità di persone che dialogano direttamente tra loro, scambiandosi oltre al denaro anche informazioni, suggerimenti e consigli. Ne risulta un ambiente flessibile, economicamente sostenibile, basato sulla comunicazione e fortemente caratterizzato da trasparenza e fiducia.

Questi sono i valori che caratterizzano il p2p in tutte le sue forme. Gli esempi non mancano e, anzi, la tendenza è in aumento. In un mondo che per certi versi sembra andare letteralmente a rotoli è confortante e, soprattutto, stimolante scoprire che la parola del futuro è fiducia.

Gli Affidabili, cito dal sito: “è la prima community online italiana di servizi gratuiti p2p dove puoi crearti una reputazione grazie al feedback degli altri utenti.” In altre parole, su questo sito si possono reperire professionisti di qualsiasi genere, dal falegname al web designer, passando dalla badante, sino ad arrivare alla guida turistica. Ogni membro della community ha una propria pagina che contiene dati e indicazioni precise sulla sua attività, sotto alla quale si trovano i commenti di chi ha usufruito del servizio. Se leggiamo dieci commenti positivi postati da dieci utenti diversi, abbiamo la certezza quasi matematica di avere a che fare con una persona affidabile. Il meccanismo del “chiedo consiglio a un amico” tramite la rete si amplia in maniera esponenziale senza, tuttavia, perdere la propria principale caratteristica e, cioè, quella di fornirci indicazioni che ci facciano sentire al sicuro dalle fregature, quelle che, per altro, lontani dalla rete, nel mondo reale, ci capita di prendere sempre più spesso!

Mamme nella rete è un  sito che attraverso canali diversi (forum, blog, tv, consigli degli esperti e via dicendo) ruota intorno all’universo delle mamme di oggi, donne che tra lavoro e famiglia non hanno un momento per concedersi una pausa, donne che trovano in rete il luogo d’incontro per confrontarsi, chiedere consigli, dare suggerimenti o condividere tutti quei momenti, spesso belli, altre volte difficili, che caratterizzano le loro vite. Alcune mamme preferiscono l’anonimato – ci sono domande e problematiche che possono mettere in difficoltà oppure in imbarazzo – altre invece decidono di rafforzare i legami nati in rete incontrandosi di persona e dando vita a progetti concreti sul territorio come, per esempio, il Mom Camp. Il p2p diventa così lo strumento che permette l’instaurarsi di legami di fiducia che spesso si tramuntano in Amicizie con la a maisucola.

The Hub Milano nasce con l’intento di ispirare e sostenere progetti innovativi e imprenditoriali per un mondo radicalmente migliore. Le idee non mancano di certo. Il problema per chi le ha è come metterle in pratica. Di fronte a immensi ostacoli da superare quotidianamente, molti imprenditori e innovatori sociali si scoraggiano e rinunciano. L’obiettivo di The Hub Milano è quello di creare uno spazio che combini il meglio di un club privato, di un incubatore per imprese sociali, di un ufficio high tech e di un think-tank, uno spazio immerso in una rete internazionale capace di offrire a Milano un ambiente che risponda al crescente bisogno di creare un futuro più etico e realmente sostenibile. Il confronto costante e il dialogo diretto tra persone e settori diversi, reso possibile dalla condivisione dello spazio (la cui sede sarà a breve inaugurata in via Paolo Sarpi a Milano), permette la nascita di una comunità dall’alto potenziale creativo e produttivo basato sui concetti di condivisione, sostegno reciproco e fiducia. E TheGoodOnes ne fa già parte.

Online o offline poco importa, quello che conta è che sono le persone a costruire il mondo in cui viviamo; per questo motivo i luoghi e i “non luoghi” della rete, che rendono possibile l’incontro e la condivisione, diventano la lente attraverso cui guardare al futuro con il sorriso.

→ 7 CommentiCategorie: social media marketing
Messo il tag: , , , , , , , , ,

Chi ha paura dei social media?

7 Settembre 2009 · 2 Commenti

I social media hanno dato un grande potere alle persone e il controllo della comunicazione è già passato dalle marche ai consumatori, le aziende sanno che si parla di loro, dei loro prodotti e dei loro servizi che lo vogliano o no; superare il timore della perdita del controllo, del confronto e delle critiche dei consumatori implica innanzitutto un cambiamento culturale del management con un approccio strategico e una metodologia professionale.

 Chi ha paura del social marketing

Circa il 90% dei manager crede che il social marketing sia efficace nel costruire notorietà e generare traffico sui siti e sempre più intendono aumentare gli investimenti sui canali sociali (Marketing Sherpa 09). Ma percentuali a parte, quando presentiamo un programma di social marketing non dobbiamo sottovalutare che confrontarsi con i consumatori negli spazi sociali significa per l’azienda impegnarsi in un diverso tipo di comunicazione a cui era abituata, per  intraprendere un dialogo diretto e trasparente, una relazione senza intermediari, senza spot, senza rassicuranti GRPs.

La carenza di uno staff competente, l’incapacità di misurare il ROI in modo univoco, la complessità tecnica, la non rilevanza per il proprio mercato, la mancanza di una voce specifica di budget, sono spesso le motivazioni addotte e che, reali o presunte, comunque devono essere risolte per poter avviare un programma di social marketing efficace.

Il nuovo impegno dell’azienda diventa il nostro impegno per accompagnarla negli spazi sociali con un programma ben pianificato; sviluppare un programma di social marketing significa sviluppare una voce sociale coerente con l’identità aziendale, attraverso una metodologia affatto improvvisata e che richiede ricerca, strategia, creatività. Un processo che in TheGoodOnes inizia con alcune domande “Dov’è l’azienda oggi, dove vuole andare, chi sono i suoi interlocutori?” per proseguire con la selezione dei canali e dei modi più adatti per interagire con la propria audience. Il nostro processo si sviluppa in 7 fasi:

  1. ANALISI DEL PASSAPAROLA
  2. PIANIFICAZIONE STRATEGICA
  3. VOCE SOCIALE DELLA MARCA
  4. ARCHITETTURA SOCIALE
  5. CAMPAGNA RELAZIONALE
  6. NUTRIMENTO DELLE RELAZIONI
  7. ANALISI E VALUTAZIONI

In questo modo il social marketing può offrire la concreta opportunità di una relazione diretta con i propri consumatori, e le aziende possono imparare dall’ascolto e dall’osservazione, espandere la base dei propri affezionati, costruire e migliorare la propria reputazione, creare interesse su prodotti e servizi, ispirare una relazione duratura e fedele.

→ 2 CommentiCategorie: social media marketing
Messo il tag: , , ,

Siamo andati a surfare!

31 Luglio 2009 · 1 Commento

SF37

→ 1 CommentoCategorie: social media marketing
Messo il tag: , , , ,